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InformaCongresso N. 9 - Si è svolta oggi, 4 febbraio, la conferenza stampa della mozione “La Cgil che vogliamo”. La conferenza ha affrontato due temi, il primo è la questione delle regole e dell’applicazione del principio proporzionale puro tra voti e delegati. Come si sa la decisione, presa a maggioranza dalla Commissione di garanzia, di cambiare le regole tradizionali nell’attribuzione della quota di solidarietà per il sindacato dei pensionati, hanno modificato la platea congressuale. Il rischio concreto è che, a livello confederale, il numero dei delegati non corrisponda a quello dei voti. Nel direttivo del 2 febbraio il Segretario generale della Cgil ha garantito che se una mozione prende il 49% dei voti dovrà avere il 49% dei delegati. Ma questo non è ancora stato confermato dalla Commissione di garanzia, e pertanto i rappresentanti della mozione “La Cgil che vogliamo” si sono autosospesi dai lavori della Commissione. In ogni caso la conferma formale di quanto detto dal segretario generale della Cgil comporterà un cambiamento della platea congressuale. Infatti per mantenere il rapporto proporzionale tra voti e delegati si dovrà aumentare il numero dei partecipanti al congresso fino a garantire la piena proporzionalità. Questo in alcuni casi può portare ad aggiungere alla platea congressuale eletta un numero rilevante di delegati non eletti ma cooptati. Questo è un dato politico comunque negativo. (...)
In secondo luogo nella conferenza stampa si è reso pubblico un fatto che la mozione chiede che sia chiarito e spiegato. Dai primi dati dei congressi emerge che là ove sono presenti tutte e due le mozioni c’è un certo livello di partecipazione, sostanzialmente simile a quello dei congressi precedenti. Là invece, ove i congressi si svolgono con una sola mozione, la partecipazione al voto schizza verso l’alto, raggiungendo percentuali sorprendenti. Sono stati forniti dati esemplari di alcuni congressi al Nord, al Centro e al Sud, che presentano questa anomalia. La richiesta della mozione “La Cgil che vogliamo” è che vengano forniti i dati dei congressi suddividendo i dati complessivi dei voti tra quelli ove sono presenti entrambe le mozioni e quelli dove è presente solo una. Se il dato dovesse confermare queste prime tendenze, e cioè quelle di un doppio livello di partecipazione al voto, molto diverso tra congressi con la presenza di entrambe le mozioni e congressi di una sola mozione, è evidente che sarebbe necessaria prima di tutto una spiegazione politica. Anche perché spesso queste anomalie coinvolgono situazioni che nel passato hanno lamentato una forte difficoltà nella sindacalizzazione. Questa richiesta vale a prescindere dai risultati e dalle mozioni. Nel corso della conferenza stampa i rappresentanti della mozione hanno sottolineato che comunque il congresso della Cgil è un grande fatto di partecipazione democratica e quindi, a maggior ragione, queste anomalie vanno contabilizzate e spiegate. Là ove si riscontrassero vere e proprie irregolarità è chiaro che si dovrà procedere all’annullamento dei congressi.
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