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06.03.2010 - Documento conclusivo gruppo nazionale di continuità Rete28Aprile PDF Stampa E-mail
Lunedì 08 Marzo 2010 15:10
Il gruppo nazionale di continuità della Rete28Aprile, riunitosi a Bologna il 6 marzo, ha assunto all’unanimità le seguenti decisioni ed i seguenti orientamenti. (...)

1.    La conclusione del congresso nei luoghi di lavoro segna un risultato inferiore alle aspettative della mozione 2, ma comunque politicamente più forte di quanto possa apparire sulla base dei dati ufficiali. I risultati non credibili in alcuni territori e in alcune categorie hanno sicuramente schiacciato il risultato della mozione a dei livelli che non corrispondono alla realtà. Per questo la decisione della mozione di non certificare i dati finali deve essere considerata una scelta politica e non semplicemente formale. Deve cioè essere considerata la scelta di una mozione che comunque si fa forte dei 310.000 voti raccolti e si propone di farli pesare in maniera organizzata nella vita politica e nelle scelte complete della Cgil.


2.    E’ chiaro in ogni caso che il risultato politico fa venir meno uno degli elementi che hanno costituito il cardine della dialettica della Cgil di questi ultimi anni. Il confronto tra categorie e confederazione viene messo in discussione dal fatto che solo nella Fiom la mozione ha raggiunto la maggioranza. A questo punto è evidente che la continuità dell’azione politica della mozione può avvenire solo con uno schema che coinvolta tutte e tutti coloro che hanno partecipato alla battaglia congressuale, senza distinzione di categorie o territori.

3.    Il risultato congressuale ha creato nella mozione 2 una situazione non soddisfacente, né sul piano della tenuta politica né sul piano della capacità di dare risposte concrete ai problemi dei territori. Se in alcune realtà, si è potuto verificare l’esistenza della mozione come sede di fatto di iniziativa e mediazione politica, in tante altre realtà questo non è avvenuto e le singole parti o componenti della mozione si sono mosse in assoluta autonomia al di fuori di qualsiasi logica comune. Questo ha provocato in alcuni casi la rottura della mozione con il ritorno alla situazione precongressuale, con una maggioranza dell’organizzazione che, trasversalmente, colpiva i differenti elementi di diversità e dissenso. Questo è avvenuto in primo luogo a Brescia, dove il risultato congressuale è stato sostanzialmente ribaltato nella Filctem, con il cambiamento improvviso della segretaria generale, questo è avvenuto in molti territori dove in realtà spesso i compagni della Rete28Aprile si sono trovati improvvisamente in condizione di discriminazione e marginalità, con il consenso di parti importanti della mozione 2.

4.    Per queste ragioni il giudizio sulla situazione è sostanzialmente il seguente:
Il successo della mozione 1 autorizza quest’ultima a muoversi su posizioni ancor più moderate, come si vede dalla reazione debolissima sulla vicenda dell’articolo 18. Nello stesso tempo il governo e la Confindustria andranno ancora più avanti nel tentativo di metter ancora più in discussione i diritti fondamentali del lavoro. In questa situazione un’area di sinistra sindacale organizzata, che ereditasse la forza della mozione sarebbe in grado di incidere nelle scelte politiche della Cgil. Questo passaggio però non è ancora stato deciso, anzi, il rinvio di esso sta producendo uno sfaldamento politico della mozione. Per queste ragioni è necessario:

-    confermare la decisione della mozione di presentare liste alternative là dove non si certificano i dati elettorali. Questa scelta assunta formalmente finora è stata rispettata in pochissime realtà.
-    Non votare i segretari generali della mozione 1 se questi non si impegnano esplicitamente a garantire la presenza della mozione in quanto tale nelle segreterie.
-    Giungere al congresso nazionale della Cgil in una situazione di lotta politica avendo confermato la continuità della mozione.

5.    Sulla base di queste considerazione la Rete28Aprile proporrà esplicitamente a tutte le altre parti e componenti della mozione 2 di costituirsi in un’area programmatica che dia continuità all’iniziativa. Questa proposta sarà già presentata all’assemblea del 20 marzo della mozione a livello nazionale.
Nello stesso tempo le compagne e i compagni della Rete28Aprile sono impegnati a respingere tutte le forme di sopraffazione o discriminazione che avvengono nei congressi, utilizzando gli strumenti regolamentari, a partire dalla lista del 3%.

6.    L’andamento dei congressi ha verificato in alcuni casi la rottura degli elementi di solidarietà minima, sia tra appartenenti alla mozione, sia tra compagne e compagni della Rete28Aprile. Là dove si verificano questi casi, là dove – come a Brescia – si rifiutano qualsiasi logica di mozione o di appartenenza alla Rete, per stabilire un confronto prioritario con la maggioranza congressuale, si rompono i vincoli di solidarietà minimi che legano l’esperienza. Per questo non possono essere più considerati appartenenti all’esperienza della Rete le compagne e i compagni che rompono ogni vincolo di solidarietà all’interno di essa.

7.    Verrà organizzata un’assemblea nazionale della Rete28Aprile a Brescia sui temi della democrazia sindacale dentro e fuori la Cgil, da realizzarsi prima della conclusione del percorso confederale congressuale.

Rete28Aprile

6 marzo 2010
 

 
 
 

  • Redazione:

    Sergio Bellavita, Sandro Bianchi, Carlo Carelli, Eliana Como, Giuliano Garavini, Paolo Grassi, Franco Losi, Loriana Lucciarini, Maurizio Marcelli, Vincenzo Smaldore.

    Coordinatore: Giorgio Cremaschi