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02.09.2010 - G.Cremaschi - "Damiano ha torto, Gallino ha ragione" PDF Stampa E-mail
Giovedì 02 Settembre 2010 10:57
Naturalmente non siamo assolutamente d'accordo con il dirigente del Partito Democratico, Cesare Damiano. La Fiom ha già deciso che non sottoscrive un accordo che è un ricatto nei confronti dei lavoratori e che viola elementari norme contrattuali, della legge e principi della Costituzione. Lo aveva deciso già prima del referendum, e dopo ha confermato la decisione. Su questo la discussione è semplicemente chiusa. Quello che però consigliamo a Cesare Damiano e a tanti della sinistra è di riflettere su cosa vuol dire oggi in Italia distruggere il contratto nazionale. Perché di questo si tratta, come chiariscono bene tutti coloro che considerano la proposta di Marchionne un modello. La distruzione del contratto nazionale chiesta dalla Fiat  e avviata dalla Confindustria significa mettere in discussione uno dei principali legami sociali del paese. E far sprofondare il lavoro in una competizione selvaggia sul piano aziendale e territoriale che porterà a un degrado ulteriore della società e della stessa economia. (...)
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27.08.10 - G.Cremaschi - A Epifani dico: nessun dialogo con chi vuole imporre le regole PDF Stampa E-mail
Venerdì 27 Agosto 2010 21:32

Intervista di R.Farneti a G.Cremaschi. Liberazione, 27 agosto 2010. 

Ascoltando il discorso di Marchionne a Rimini mi è venuta in mente una celebre vignetta di Altan. Quella dove c’è un operaio che dice: “La lotta di classe è roba d’altri tempi, Cipputi”. E lui di rimando: “Sarà meglio avvisare l’ Agnelli, che non continui all’oscuro di tutto”. Agnelli non c’è più ma in Fiat le cose non sembrano cambiate.

Anzi, sono peggiorate. Il discorso di Marchionne è un discorso autenticamente reazionario. Il modello sociale che lui ha in mente nega al lavoro qualsiasi libertà e autonomia. Cosa dice Marchionne in sostanza? Che è il mercato a decidere qual è il livello di diritti e di dignità che l’impresa può accettare. E quindi che il lavoro, per esistere, deve stare nel mercato con l’impresa. Quindi viene negata la libertà sindacale alla sua radice. (...)

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24.08.2010 - Grazie ai tre operai di Melfi PDF Stampa E-mail
Martedì 24 Agosto 2010 10:58

di Giorgio Cremaschi


Marchionne rifiuta di applicare l’ordinanza del giudice.
Nell’Italia di Berlusconi questo non dovrebbe fare scandalo e invece, per fortuna, un po’ lo fa. Forse perché da un lato c’è l’assoluta arroganza della Fiat, che rivendica sfacciatamente l’extraterritorialità delle sue aziende, ma dall’altro ci sono tre operai che semplicemente chiedono di poter lavorare. Di non essere semplicemente pagati per stare a casa. La Fiat non riesce mai a capire il concetto di dignità. Non è la sola.
Nell’Italia di oggi trova vasto consenso chi considera questa parola vecchia e inutile e sempre monetizzabile. Alla Fiat di Melfi, però, ci sono tre operai che, contro tutti i loro interessi immediati, decidono di sfidare la Fiat perché vogliono lavorare e non essere pagati gratis dall’azienda. E’ questo l’atto eversivo che sconvolge il regime dei padroni che la Fiat è riuscita a imporre in Italia. Naturalmente non durerà molto. (...)
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06.08.2010 - No, Telecom non è una svolta PDF Stampa E-mail
Venerdì 06 Agosto 2010 11:03

di Giorgio Cremaschi

Il segretario del sindacato autonomo dei bancari, la Fabi, ha dichiarato, di fronte all’annuncio di pesanti tagli del personale da parte di Unicredit, che si sta diffondendo la linea Marchionne. Ha completamente ragione e solo degli sprovveduti potevano pensare che la vicenda di Pomigliano, e quel che ne sta seguendo, non fossero uno spartiacque nella vita sociale del paese. I 4.000 e passa licenziamenti, programmati da Unicredit, e il preannunciato cambiamento in senso autoritario delle relazioni sindacali, seguono le iniziative analoghe fatte o minacciate un po’ ovunque - a proposito Profumo, amministratore delegato di Unicredit, non era considerato come Marchionne, un imprenditore progressista? (...)
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29.7.2010 - “La Cgil rompa con Confindustria” PDF Stampa E-mail
Giovedì 29 Luglio 2010 12:19
dichiarazione di Giorgio Cremaschi
Com’era ovvio, Fiat, Confindustria, Cisl e Uil sono completamente d’accordo tra loro. Certo, oggi hanno qualche piccola divergenza sul “come” salvaguardare i reciproci ruoli e poteri. Ma non hanno alcun dissenso sul “cosa”, cioè su smantellare il Contratto nazionale, prima in Fiat e poi per tutti i lavoratori italiani e trasformare Pomigliano nella regola d’applicare fabbrica per fabbrica, territorio per territorio. Già ci sono i primi segnali in questa direzione, oltre la Fiat. L’associazione industriali di Brescia ha convocato Cgil, Cisl e Uil e ha proposto un patto territoriale che riproponga, in una delle province industriali più avanzate d’Italia e non nel Sud,  i contenuti del diktat di Pomigliano. E’ ovvio che sia così. Solo uno sciocco può pensare che quello che vuole ottenere la Fiat non lo pretendano tutti gli altri industriali italiani. Sarebbe davvero un’agevolazione di mercato per una sola azienda. (...)
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    Sergio Bellavita, Sandro Bianchi, Carlo Carelli, Eliana Como, Giuliano Garavini, Paolo Grassi, Franco Losi, Loriana Lucciarini, Maurizio Marcelli, Vincenzo Smaldore.

    Coordinatore: Giorgio Cremaschi